LA MIA VITA SPORTIVA

COME TUTTO EBBE INIZIO
Nacqui ad Aosta il 21 Aprile 1993 alle ore 12.45 per la felicità di mamma Floriana e papà Gian Carlo. Pesavo 3410 g ed ero lungo poco più di 50 cm. Ho sempre avuto voglia di muovermi: al compimento del mio primo anno di età girovagavo già per casa con il girello, tanto che i miei genitori dovettero assicurarlo con un rinvio da arrampicata ad un tavolo per evitare che facessi danni. A tre anni avevo già gli sci da discesa ai piedi, fu la maestra di sci Carla ad insegnarmi a sciare e nella primavera di quello stesso anno partecipavo già alla mia prima gara. Appena 4 mesi dopo arrivò uno dei regali più belli della mia vita: la mia sorellina Susanna, nome che scelsi io ovviamente.

CAMBIO DI DISCIPLINA
Continuai con lo sci alpino senza ottenere grandi risultati fino all'inizio della quarta elementare, momento in cui assieme ai miei due migliori amici François Ronc Cella e Christian Regis lasciai quell'ambiente per me già troppo agonistico a favore di quello ancora giocoso dello sci di fondo, non senza però portarmi dietro quel piccolo bagaglio di esperienze sciistiche che mi sarebbe tornato utile in futuro. Entrai così a far parte della sezione nordica dello sci club Gressoney Monte Rosa sotto la guida degli allenatori Arturo Laurent, Barbara Ranghino e Daniele Modina.

Questo passaggio fu influenzato molto dal mio caro nonno Mario, il quale con tutta probabilità si era già accorto delle mie straordinarie doti di resistenza durante le numerose camminate in montagna che compivamo insieme durante tutto il periodo estivo. Ma anche dal magnifico esempio offerto da una delle più grandi Campionesse della storia dello sci di fondo, nonché mia compaesana e vicina di casa: Arianna Follis.

PRIME GARE
Arrivò l'inverno e con esso anche le garette regionali. Il 6 gennaio del 2003 ad Arpy di Morgex presi parte alla mia prima competizione di sci di fondo classificandomi secondo da giovane di categoria più “correndo” che sciando. Fu li che Armando Chanoine, allenatore del sodalizio locale, chiamò mio papà Gian Carlo, ai tempi suo compagno di battaglie dello sci di fondo nel Centro Sportivo di Courmayeur, dicendogli che era rimasto esterefatto della mia resistenza. Appena una settimana dopo mi rifeci a Saint Barthelemy vincendo la prima gara della mia vita. Non ricordo bene quel giorno ma devo dedurre che mi piacque, e non poco, visto che di lì alla mia prima competizione a livello nazionale, vale a dire i Campionati Italiani Ragazzi svoltisi a Cogne nel marzo del 2005, arrivai sul gradino più alto del podio per ben 15 volte su 17: avevo trovato il mio sport!

CAMPIONATI ITALIANI
Nella 4 Km TC di quei Campionati mi piazzai 12° e secondo del mio anno. Per riuscire a salire sul podio Italiano dovetti però aspettare 2 anni. Era il marzo del 2007 ad Asiago-Campolongo quando nella 5 Km TL mi classificai 3° a soli 10 secondi dall'oro. Oro che arrivò anch'esso a distanza di due anni, ai Campionati Italiani di Pragelato in Piemonte, dove nella 7,5 Km inseguimento in tecnica libera riuscii ad aggiudicarmelo staccando tutti sull'ultima salita.

Da notare che da quella volta mi sono riconfermato Campione Italiano tutti gli anni ad eccezione proprio di quest'ultimo 2014, senza dubbio il migliore per risultati, in cui pur ottenendo la mia prima affermazione a livello mondiale, ho dovuto accontentarmi dell'argento ai Campionati Italiani di Anterselva.

ASIVA
Il cambio di categoria da allievi ad aspiranti e l'entrata in ASIVA (Associazione degli Sport Invernali della Valle d'Aosta) è stato per me un passaggio molto importante della mia vita perché è proprio in questo momento che da semplice passatempo invernale lo sci di fondo diventa un impegno vero e proprio durante tutto l'arco dell'anno. Furono dei begli anni grazie al gruppo molto legato che gli allenatori del Comitato Valdostano Marco Brocard ed Andrè Fragno seppero trovare, unire, ma soprattutto, fare crescere.

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FUORI DALL'ITALIA
La mia prima esperienza in campo internazionale risale al marzo del 2008 quando partecipai ad alcune competizioni OPA CUP a Bois d'Amont in Francia, anche se la prima volta che vestii veramente i colori azzurri rappresentando l'Italia a livello mondiale avvenne a fine gennaio 2011 quando ancora da Aspirante presi parte ai Mondiali Junior di Otepaa in Estonia dove conclusi con una buona 34a posizione nella 10 Km TL (2° italiano e 6° del '93) e mi presi il posto per la 4a frazione della staffetta (7a all'arrivo).

SQUADRA NAZIONALE JUNIOR E CENTRO SPORTIVO ESERCITO
A fine stagione grazie ai buoni risultati entrai nella Squadra Nazionale Junior con Manuel Tovagliari e Alberto Rigoni come allenatori e successivamente con un grande campione del calibro di Pietro Piller Cottrer.

Nell'agosto del 2011 ebbi la fortuna di entrare nel Centro Sportivo Esercito che mi permise di trasformare quella che fino ad allora era stata la mia passione più grande in lavoro.

"Se farai della tua passione il tuo lavoro non lavorerai un giorno in tutta la tua vita"

COPPA EUROPA
L'anno successivo mi imposi per la prima volta a livello internazionale, da giovane di categoria, dapprima facendo registrare il miglior tempo nell'inseguimento finale del mini-tour di Arvieux (FRA) ed in seguito vincendo la 10 Km TC di Campra (SUI). Purtroppo per un malanno stagionale trascurato dovetti rinunciare ai mondiali Junior di Erzurum (TUR) che si tennero la settimana successiva ed al finale di stagione. La stagione 2012-2013 iniziò bene ed in Coppa Europa (OPA Cup) grazie a 4 successi consecutivi mi qualificai per i mondiali Junior dove con una prestazione al di sotto delle aspettative conclusi in 12a posizione. In seguito nel Circuito Continentale conseguii altre 3 vittorie che mi permisero di arrivare 2° nella classifica finale del Circuito.

IL DEBUTTO
L'anno di passaggio dalle categorie giovanili a quella assoluta è notoriamente difficile, ma io non mi scoraggiai anzi vedetti questo cambiamento obbligato come l'opportunità per puntare più in alto. Infatti nella fine del 2013 dopo essermi qualificato in OPA Cup debuttai nel Circuito maggiore, vale a dire quello di Coppa del Mondo, il 28 dicembre ad Oberhof nel prologo di 5 Km a tecnica libera del Tour de Ski dove finii 97° su 105. Questa batosta mi servì moltissimo perché mi fece comprendere sulla mia pelle quanto fosse realmente alto il livello mondiale assoluto.

GIOCHI OLIMPICI
Così tornai in Coppa Europa a Chamonix deciso a fare bene per poter tornare a confrontarmi con i migliori al mondo, speranzoso di poter dimostrare che il mio valore fosse più alto di quello fatto vedere al Tour de Ski. Ci riuscii staccando un biglietto per Sochi, le Olimpiadi, il sogno di una vita.

Devo ammettere che la prospettiva di passare tutto il periodo olimpico con persone che non conoscevo, o meglio che non mi conoscevano, mi spaventava non poco. Invece filò tutto liscio e quel mese passò in un lampo. Ai Giochi Olimpici collezionai tre ottimi risultati: 21° nello skiathlon 15+15, 30° nella 15 Km TC e 25° nella prima 50 Km della mia vita; che mi valsero il posto in Squadra A per la stagione successiva. Al ritorno dalla Russia tornai in OPA Cup per le finali di Valdidentro dove ottenni la mia prima affermazione a livello assoluto, mentre la settimana dopo assieme ai miei colleghi del Centro Sportivo Esercito Enrico Nizzi, Maicol Rastelli e Fabio Pasini ci laureammo Campioni d'Italia nella staffetta 4x5 Km di Passo Campo Carlomagno. Un titolo tricolore di squadra che il Centro Sportivo di Courmayeur aspettava ormai da ben 46 anni (1968), quando a vincerlo furono i fratelli Aldo e Gianfranco Stella con Palmiro Serafini.

SQUADRA "A"
Tutto il periodo di preparazione estivo in squadra A trascorse bene sotto la guida esperta di Giuseppe Chenetti ed i suoi collaboratori Pier Luigi Constantin e Paolo Riva, ma con l'avvicinarsi dell'inverno crescevano anche le mie preoccupazioni poiché i criteri che furono decisi come qualificazione per i mondiali mi sembrarono veramente difficili, in effetti l'obbiettivo stagionale che mi posi prima che iniziassero le gare fu “semplicemente” quello di cercare di rimanere nella Squadra Nazionale Maggiore la stagione successiva, e cioè, in quanto Under 25, entrare tre volte tra i primi 30 in CdM.

COPPA DEL MONDO
Ma dopo essermi piazzato 13° a Ruka (FIN) con mia grande sorpresa iniziai a cambiare man mano le mie aspettative per la stagione. Capii cioè che potevo puntare un po' più in alto, quindi dall'obbiettivo iniziale di entrare nei trenta passai a voler entrare un'altra volta nei 15. Rientrai nei 15 a Lillehammer, a quel punto volevo riuscire a scrivere il mio nome almeno una volta nella Top Ten. Ci riuscii il 4 gennaio 2015 alla prima tappa del Tour de Ski di Oberstdorf dove nella 15 Km ad inseguimento in tecnica classica, partendo 56° con 51 secondi di ritardo da Dario Cologna conclusi 7° con il miglior crono di giornata dopo aver scollinato l'ultima salita in testa.

Il Tour de Ski continuò bene e in Val di Fiemme mi riconfermai 7° nello stesso tipo di gara, in più sul Cermis fui per la prima volta insignito del pettorale turchese di Leader momentaneo della Classifica di Coppa del Mondo U23.

Ripensandoci credo che l'idea di fare quello scatto sull'ultima salita di Oberstdorf mi venne grazie al risultato ottenuto da Chicco Pellegrino la settimana precedente a Davos: la sua prima vittoria in Coppa del Mondo! Senza quella dimostrazione di forza e coraggio probabilmente non mi sarebbe mai nemmeno passato per la testa di tentare una cosa simile. Inoltre il fatto di essere riuscito ad essere lì davanti a tutti a meno di 100 metri dal traguardo mi diede un'iniezione di fiducia tale nelle mie capacità che da quel momento in avanti fui consapevole di poter ambire a salire sul podio già in questa stagione.

FALUN 2015
Alla fine di gennaio gli stessi criteri che mi sembrarono tanto ostici d'autunno si rivelarono alla mia portata e così mi qualificai per i Mondiali assoluti di Falun 2015, in cui purtroppo non arrivai con lo stato di forma di inizio stagione e faticai non poco nello skiathlon. Nella staffetta le sensazioni erano già migliorate anche se decidemmo che io avrei corso in prima frazione, solitamente la più facile delle 2 in classico. Gli altri componenti della cosiddetta “Staffetta New Generation” (vista la nostra giovane età) furono Dietmar Noeckler, Roland Clara e Federico Pellegrino, il quale tagliò il traguardo in una, tutto sommato, buona sesta posizione. La mia “forma” stava tornando giusto in tempo per la 50 conclusiva, riuscii infatti a restare nelle primissime posizioni per ben 45 Km prima di cedere per quella normalissima, ma allo stesso tempo terribile, crisi di fame che qualunque sportivo di endurance conosce bene. Persi ben 1 minuto ogni Km e quella 32a posizione finale mi lasciava l'amaro in bocca poiché non rispecchiava l'andamento della maggior parte della gara.

Consapevole delle buone sensazioni provate durante la prima parte di gara decisi di prendermi la mia piccola rivincita a distanza di una settimana nella 15 Km TC di Lahti.

LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI
L'8 marzo 2015 in Finlandia era una giornata uggiosa dal cielo coperto e la neve stranamente gelata vista la temperatura ben al di sopra dello 0. La gara cominciò come tutte e venuto il mio turno partii col mio solito ritmo regolare che mi fa perdere qualcosa all'inizio ma che mi permette di tenere in serbo delle energie preziose nelle parti finali di gara. La mia fortuna più grande di quel giorno fu quella di trovare un “treno” al mio secondo giro come Lukas Bauer, freschissima medaglia d'argento proprio nella 50 Km tanto sofferta da me la settimana precedente a Falun, al quale mi accodai per 7 Km prima di dare fondo a tutte le mie energie nel finale. Appena arrivato sapevo di essere in testa, ma sapevo anche che tutti i più forti dovevano ancora arrivare... quindi mi sedetti sul trono ed aspettai...

Ricordo di essere sereno, libero da ogni tensione o preoccupazione, poiché avevo dato il massimo ed ero sicuro che all'arrivo di Cologna, Poltoranin, Sundby, Northug, Jauhojaervi o dello stesso Bauer sarei tranquillamente sceso dal trono con la fievole speranza di magari rimanere sul podio; però ad uno ad uno arrivarono, ed anche se di poco io restavo sempre davanti... davanti a tutti... ma era veramente possibile che quel giorno fossi io il più forte al mondo??? Eh probabilmente si!

Fu così che arrivò la prima vittoria in Coppa del Mondo... Ancora adesso mi sembra strano ripensarci.

NEL TEMPIO DEL FONDO
Inoltre con quei 100 punti ero tornato in testa alla classifica generale U23 ad una gara dal termine: la celeberrima 50 di Holmenkollen.

Anche se ad Oslo il weekend successivo non riuscii ad ottenere nemmeno un punto, con un vantaggio di 12 pt sul russo Sergey Ustiugov già vincitore in Coppa del Mondo e medaglia di bronzo ai Mondiali di Val di Fiemme 2013, 42 pt sullo sprinter norvegese Sondre Turvoll Fossli e 140 pt sul finlandese Campione Olimpico di Sochi 2014 Iivo Niskanen il 14 marzo 2015 vinsi la classifica finale di Coppa del Mondo U23.

FUTURO
Ora con tanta voglia di migliorare si inizia già la preparazione per la prossima stagione di Coppa del Mondo che partirà il 27 Novembre con il mini-tour di Ruka-Kuusamo!!!

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