LA MIA VITA SPORTIVA

L’INIZIO
      Sono nato ad Aosta il 21 Aprile 1993 per la felicità di mamma e papà. Pesavo 3410 g ed ero lungo poco più di 50 cm.           

IO, GLI SCI E SUSANNA
A tre anni avevo già gli sci ai piedi, ma non quelli da fondo. Poi subito la prima gara. Pochi mesi dopo arrivò la mia sorellina Susanna, il più bel regalo di mamma Floriana e papà Gian carlo!

IL CAMBIO DI DISCIPLINA
Lo sci alpino mi piaceva, ma era troppo agonistico. Scelsi, insieme a due amici di provare lo sci nordico, il cui ambiente era più tranquillo. Lo sci alpino fu comunque utile a farmi prendere confidenza con gli sci, abilità che mi sarebbero servite in futuro. Ero felicissimo, entrai a far parte della sezione nordica dello Sci Club Gressoney Monte Rosa.

NONNO MARIO, ARIANNA E GLI SCI STRETTI
Passai agli sci stretti, forse influenzato dal mio caro nonno Mario, che rimase colpito dalle mie doti di resistenza nelle camminate estive. Ma anche dal magnifico esempio offerto da una delle più grandi Campionesse della storia dello sci di fondo, nonché vicina di casa: Arianna Follis.

LE PRIME GARE, ARMANDO E LE PRIME VITTORIE
Nel 2003 partecipai alle prime gare. Ricordo che Armando Chanoine, allenatore dello Sci Club locale, chiamò mio padre: era incredulo e impressionato dalle mie qualità. Nelle prime gare, più che sciare, correvo. Ma il futuro era ormai segnato: vinsi 15 gare su 17.

IL PRIMO PODIO TRICOLORE
Il primo podio a livello nazionale arrivò nel 2007 ad Asiago: chiusi 3°. L’oro arrivò ai Campionati Italiani di Pragelato nel 2009 con un cambio di ritmo sull’ultima salita: il mio marchio di fabbrica.

IL FEELING COL TRICOLORE
Dal 2009 mi sono riconfermato Campione Italiano ogni anno ad eccezione del 2014, che, ironia della sorte, fu senza dubbio il migliore a livello globale fino a quel momento.

L'ASIVA
Arrivai in ASIVA (Associazione degli Sport Invernali della Valle d'Aosta) al passaggio nella categoria aspiranti: fu il momento in cui capii che potevo dedicarmi anima e corpo alla mia passione. Marco e André, i miei allenatori, mi fecero crescere in questa squadra anche dal punto di vista umano.

FUORI DALL'ITALIA IN AZZURRO
La mia prima esperienza in campo internazionale risale al 2008 in OPA CUP a Bois d'Amont in Francia. La prima volta in azzurro a livello mondiale fu nel 2011, pur essendo solo Aspirante, partecipai ai Mondiali Junior di Otepaa in Estonia: chiusi in 34a posizione nella 10 Km e arrivammo settimi in staffetta.

LA NAZIONALE E IL C.S.E.
A fine stagione entrai nella Squadra Nazionale Junior e tra gli altri, fui seguito anche da un olimpionico: Pietro Piller Cottrer. Dal 2011 faccio del Centro Sportivo Esercito grazie al quale ho trasformato la mia passione in lavoro

LA FRASE
«Se farai della tua passione il tuo lavoro non lavorerai un giorno in tutta la tua vita» – su questo concetto si basa, fortunatamente, la mia esistenza

LE AFFERMAZIONI IN COPPA EUROPA
Nel 2012 mi imposi per la prima volta a livello internazionale ad Arvieux (FRA) e Campra (SUI). La stagione 2012- 2013 mi regalò 4 successi, ma fui deluso dai mondiali, chiusi al 12° posto. Fui comunque secondo nella classifica finale OPA.

IL DEBUTTO TRA I "BIG"
Debuttai in Coppa del Mondo, il 28 dicembre 2013 ad Oberhof nel prologo del Tour de Ski dove conclusi 97°. Questa batosta mi servì moltissimo perché mi fece comprendere quanto fosse realmente alto il livello mondiale.

UN SOGNO A CINQUE CERCHI: LE OLIMPIADI
Nel 2014, incredulo, staccai il biglietto per i Giochi di Sochi. Stavo per partecipare alle Olimpiadi, il sogno di tutti gli atleti. Fui 21° nello skiathlon ,30° nella 15 Km TC e 25° nella prima 50 Km della mia vita. Questi risultati mi spianarono la strada ed entrai in squadra A.

46 ANNI
Insieme a Nizzi, Rastelli e Pasini, interruppi l’astinenza da vittoria del CSE ai tricolori di staffetta. Vincemmo, dopo 46 anni, a Campo Carlo Magno, la gara a squadre.

SQUADRA "A" E COPPA DEL MONDO
Dopo un ottimo 13°posto a Ruka (FIN) ottenni una nuova Top 15 a Lillehammer. Nel 2015 al Tour de Ski a Oberstdorf conclusi al 7° posto l’inseguimento con uno scatto in salita e fui ancora 7° in Val di Fiemme: stavo crescendo velocemente.

CHICCO
La vittoria del mio conterraneo Federico Pellegrino a Davos, nella settimana precedente, fu per me una straordinaria iniezione di fiducia. La sua affermazione, mi regalò quella fame di arrivare, quella voglia di far capire a me stesso che nulla è impossibile. Scattai sulla salita di Oberstdorf pensando a lui.

FALUN 2015
Mi qualificai per la rassegna iridata, ma i risultati non furono così incoraggianti. La staffetta azzurra, giovanissima e della quale ero componente chiuse al sesto posto. Fui 32° nella 50 km.

SU CERTI "TRENI" NON PUOI NON SALIRE
L'8 marzo 2015 a Lahti, in Finlandia era una giornata uggiosa dal cielo coperto e la neve stranamente gelata vista la temperatura ben al di sopra dello 0. La gara, una 15 Km TC Interval Start, cominciò come tutte le altre: partii col mio solito ritmo regolare che mi fa perdere qualcosa all'inizio ma che mi permette di tenere in serbo delle energie preziose nelle parti finali di gara. La mia fortuna più grande di quel giorno fu quella di trovare un “treno” durante il secondo giro. Quel “treno” era Lukas Bauer, argento nella 50 Km di Falun, al quale mi accodai per 7 Km prima di dare fondo a tutte le mie energie nel finale.

IL TRONO, L'ATTESA... E FINLANDIA MON AMOUR
Nel fondo la Hot Seat a volte è gelida, ma quel giorno fu bollente. Appena tagliato il traguardo, mi fecero salire, appunto, sul trono, in attesa di essere scalzato dai vari Cologna, Poltoranin, Sundby, Northug, Jauhojaervi o dallo stesso Bauer. Ero sicuro di dover scendere, mi sarei accontentato eccome di un posto sul podio. Arrivarono tutti. Non fui invitato a scendere, avevo vinto la mia prima gara in Coppa del Mondo!

NEL TEMPIO DEL FONDO E LA COPPA UNDER 23
I 100 punti di Lahti mi permisero di ritornare in testa alla classifica generale U23 ad una gara dal termine: la prestigiosa 50 km di Holmenkollen, nella quale non brillai. Il 14 marzo 2015 vinsi la classifica finale di Coppa del Mondo U23.

IL POST-LAHTI
La stagione 2015/2016 fu positiva. L’onda del successo finlandese mi portò serenità e consapevolezza dei miei mezzi. Ottenni un secondo posto in Coppa a Falun e un terzo posto in una delle mie mete preferite: Oberstdorf.

UN VIAGGIO A UN SENSO SOLO
Succede sempre così, quando pensi di essere sulla strada buona, capitano gli incidenti di percorso. La stagione 2016/2017 fu la più difficile della mia carriera. L’inizio fu pessimo, i mondiali di Lahti, località a me molto cara, andarono malissimo, anche perché mi ammalai pochi giorni prima. Feci, come si dice in gergo, acqua da tutte le parti e finii la stagione assolutamente sottotono. Unica nota positiva, un 4° posto in Val di Fiemme al Tour.

LA STRADA BUONA, IL RITORNO E OVVIAMENTE... OBERSTORF
Ripresi la giusta strada nella stagione 2017/2018, che affrontai con motivazione e dedizione. Ruolino di marcia finale discreto, con due podi: 2°a Falun e 3° ovviamente a Oberstdorf.

L'UOMO SOGNA DI VOLARE
La stagione 2018/2019 fu importantissima ed è una delle migliori mai fatte, perché la migliore sarà sempre quella che deve ancora arrivare. Nuove motivazioni, nuove ambizioni ed è così che nacque il “De Fabiani 2.0”

DEFAST, LA COMUNICAZIONE, I FOLLOWERS
Fu così che, per stare al passo coi tempi, trovai il modo di essere più vicino ai miei tifosi anche attraverso la comunicazione e i Social Network. L’inizio della stagione, fu positivo e con l’aiuto, appunto dei follower, creai il mio nuovo hashtag. Se il nome di mia sorella Susanna lo scelsi proprio io, il mio hashtag lo scelsero proprio i follower: Defast, un modo come un altro per essere scovato sui social, appunto. Più che un hashtag, un augurio, un buon auspicio

I PODI IN COPPA NEL 2019
Ancora una volta ottenni un podio a Oberstdorf, al Tour de Ski, sancendo di fatto la mia predilezione per quella pista. Avevo rischiato di far saltare il banco ma Iversen mi precedette in volata. Colpaccio che per poco non arrivò pochi giorni dopo in Val di Fiemme, dove terminai secondo alle spalle di Klaebo nella 15 km.

COGNE WORLD CUP
La tappa di Cogne era attesissima. Una sprint e una 15 km TC. Ovviamente si punta tutto sulla seconda gara. E’ un’annata discreta, il 2019, nelle sprint ho quasi sempre centrato la qualifica. A Cogne poi, il fuoco è amico, come si suol dire. Ottengo la qualifica. Continuo le batterie, prima i quarti, poi le semifinali. C’è un sole bellissimo, una neve veloce, un pubblico mai visto, mai sentito. Arrivo addirittura in finale. In un’atmosfera forse irripetibile, prendo la testa della finale in salita. Chicco Pellegrino ha un problema a un bastone. Nonostante questo ci presentiamo sul rettilineo finale proprio io e lui. La sua zampata regala una nuova vittoria all’Italia e io, incredulo chiudo secondo. E’ un tripudio, anche a livello psicologico: ho capito che posso andare forte anche nelle sprint.

IL BRONZO MONDIALE E LA TOP TEN IN COPPA
La stagione culmina con la rassegna iridata di Seefeld, dove arrivo in forma e motivato, mancando il risultato nelle gare individuali, ma ottenendo la mia prima medaglia mondiale: Federico Pellegrino ed io, otteniamo uno storico bronzo nella team sprint: un bronzo tutto valdostano. A questo si aggiunge il 7° posto in classifica generale di Coppa del Mondo.

LE PERSONE IMPORTANTI

  • Mamma Floriana e papà Giancarlo, che mi hanno dato il dono più grande.
  • Susanna, la mia sorellina, il cui nome fu scelto, ovviamente da me.
  • Carla, la mia prima maestra di sci… alpino.
  • François Ronc Cella e Christian Regis, i miei migliori amici che mi accompagnarono alla scoperta dello sci nordico dopo gli esordi nell’alpino.
  • Arturo Laurent, Barbara Ranghino e Daniele Modina, i primi allenatori della sezione sci nordico dello Sci Club Gressoney Monte Rosa.
  • Nonno Mario, una figura straordinaria. L’uomo che prima di tutti si accorse delle mie straordinarie qualità fisiche.
  • Arianna Follis, la mia vicina di casa che influenzò la mia crescita.
  • Armando Chanoine, compagno di allenamenti di mio padre, che impressionai in allenamento.
  • Marco Brocard e Andrè Fragno, allenatori del Comitato Regionale ASIVA, che mi forgiarono il carattere e la tecnica.
  • Manuel Tovagliari e Alberto Rigoni, ai quali si aggiunse il campione olimpico Pietro Piller Cottrer, che mi seguirono nei primi anni di nazionale.
  • Il Centro Sportivo Esercito di Courmayeur, la mia seconda casa. E grazie a questo gruppo posso svolgere la mia professione nel migliore dei modi.
  • Enrico Nizzi, Maicol Rastelli e Fabio Pasini, splendidi compagni di squadra nella staffetta tricolore vinta dal CSE 2014.
  • Giuseppe Chenetti e i collaboratori Pier Luigi Constantin e Paolo Riva, che contribuirono alla mia crescita in Squadra A.
  • Federico Pellegrino, compagno di squadra, campione del mondo, modello sportivo e ispiratore del mio primo scatto in Coppa. E ovviamente comproprietario del mio bronzo mondiale a Seefeld.
  • Dietmar Noeckler, Roland Clara e ancora Federico Pellegrino, con i quali condivisi il mio primo e unico podio in staffetta a Nove Mesto nel 2016.
  • Gioacchino Filippa, lo stakanovista dei miei supporters, e ovviamente tutto il mio incredibile Fans Club, che mi segue ovunque e rende più leggeri i miei sforzi.

TO BE CONTINUED
                        Come ogni anno la stagione di Coppa del Mondo parte da Ruka(FIN). Io non vedo l'ora e voi?                                                                                          

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